Capo-Ragazzo

Valeria, Giulia, Carlo

 

Temi principali: come instaurare una relazione, intenzionalità educativa, relazione educativa – come gestire/contenere e mediare il conflitto, aspettative: quali le caratteristiche di un rapporto educativo di qualità? Quali le peculiarità della relazione capo-ragazzo in Agesci? Capo come modello? Le scelte del capo influenzano quelle dei ragazzi? Modelli o testimoni? Morale cristiana nel rapporto capo ragazzo.

Essere riferimenti – Creare la relazione – Incontrare.

– Essere riferimenti educativi. Visione degli spezzoni del film “About a boy”, a seguire esercizi di riscaldamento: camminate con diversi stile, in avanti e indietro, muoversi al tempo degli altri, muoversi in coppia schiena contro schiena.

Disegno di persona che è stata riferimento educativo per noi: quali modalità, caratteristiche, elementi peculiari abbiamo conservato? Giochi cooperativi: incroci con gli altri che camminano e reazioni emotive. Condivisione finale delle emozioni provocate dalle varie esperienze.

– La relazione educativa. Attività sul ritmo del tamburo: camminare, muovere gambe e braccia, seguire il ritmo, apertura del bacino e uso della voce.

Canto e racconto del brano del Vangelo di Marco(10, 17-20) durante il quale scorrono molte immagini di occhi. Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù, fissatolo, lo amò. Viene consegnata un’immagine di due grandi occhi, dietro si scrive un episodio di relazione significativa con un ragazzo, chi vuole condivide.

Presentazione sulla PPU (parole chiave: uomo e donna della partenza, scouting, intenzionalità educativa, relazione educativa, fratello maggiore, autoeducazione, vocazione, esperienze analoghe ma su diversi livelli, tappe cicliche scoperta-competenza-responsabilità, coeducazione, definizione dell’identità, globalità, 4 punti di BP, contesto educante/educativo). Attività di danze di gruppo sul ritmo del tamburo. Cartellone con difficoltà relative a PP – che cosa costa fatica

3 aree: relazione – metodo – autoeducazione

a)    Autoeducazione: il ragazzo è protagonista, serve saper fare da specchio perché si conosca.

b)    Metodo: l’obiettivo è star bene, in L/C è compito dello staff, in E/G del caposq, in R/S della comunità.

c)     Relazione: il contatto si crea in diversi passi. Si parte con l’osservazione per poi creare agio attraverso il fare insieme, il CONDIVIDERE esperienze ed emozioni; quindi c’è l’ASCOLTO e il parlare del vissuto insieme; infine si ha l’APERTURA DEL CUORE per arrivare al cuore dell’altro. In sostanza si deve creare una RELAZIONE ESPERIENZIALE ED EMOTIVA

– La relazione è un incontro: incontrare Gesù. La relazione alla vocazione come Gesù , Caccia alla parola: Gesù che cosa dice? Nella stanza sono sparsi sui muri e sulle colonne vari fogli con scritte delle citazioni dal Vangelo. Ognuno scrive sotto la citazione un pensiero o un’emozione che la frase gli provoca. A turno ognuno legge quanto è stato scritto sui vari fogli.

 

Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me? (Mt 3,14) *    Lui deve crescere e io diminuire, risponde il Battista

*    Non bisogna porsi su un piedistallo, non sono solo i ragazzi ad imparare da noi, è anche il contrario

*    Quante volte ci si dona a ragazzi ricevendone inaspettatamente tanto quanto?

Prostratisi lo adorarono. Poi … gli offrirono in dono oro, incenso e mirra (Mt 2,11) *    Cercare di dare il meglio di sé agli altri
Seguitemi, vi farò pescatori di uomini (Mt 4,19) *    Signore, dammi sempre la forza di seguirti e aiutami nel mio servizio con i miei ragazzi … fami pescatore di uomini.
Non tentare il Signore Dio tuo (Mt 4,7) *    Non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu.
Signore, se vuoi, tu puoi sanarmi (Mt 8,2) *    È abbastanza grande la nostra fede?

*    Rendici capaci di affidarci a te?

*    Solo il tuo aiuto può portarci a te.

Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi culto (Mt 4,10) *    Quale dio adoro? Quello di Gesù o il mio?

*    Signore aiutaci a non distrarci da ciò che conta veramente

*    Seguire il suo esempio nelle tentazioni

Fissatolo, lo amò (Mt 10,21) *    Guardarsi negli occhi, il primo modo di instaurare una relazione

*    Uno sguardo può dire e fare più di lunghi discorsi

Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio (Mt 4,4) *    Il pane rende vivi solo se è pane eucaristico: solo in questo modo non è semplice cibo. Il pane eucaristico è infatti parola incarnata
Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti (Mt 8,22) *    Trovare il coraggio di non fermarsi troppo a pensare
Gesù in persona si accostò e camminava con loro (Lc 24,15) *    Fare strada insieme … camminare allo stesso asso, verso un’unica meta

*    Sappiamo, Signore, che ci sei vicino, sempre, non abbandonarci

*    Tu cammini sempre con noi … ma noi ce ne accorgiamo?

Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori (Mt 9,13) *    Se forse siamo impauriti dal fatto che il cammino verso la santità ci precluda le soddisfazioni di questa vita, ecco che Gesù ci conforta con orizzonti di infinità già in questa vita.

*    Tu che un giorno ci hai chiamati …

Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare (Mt 14,16) *    Non dobbiamo aspettare che gli altri chiedano, ma essere noi a proporci
I pastori poi se ne andarono glorificando e lodando Dio (Lc 2,20) *    Un incontro importante ci cambia per sempre …

*    Si sentono chiamati ad annunciare soltanto vedendolo

Anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni (Mt 15,27) *    Anche a me bastano le briciole

 

Gesù chi incontra? Facciamo un elenco prima in ordine sparso e poi ragionato di tutte le persone che incontrano Gesù, perchè lo cercano o perché sono cercate da Lui. Gesù non fa categorie, è aperto al confronto con tutti, è accogliente, non giudica, ma pone domande, perché vuole il nostro contributo nella sua azione.