Il coraggio di accogliere

Consiglio dei Clan zona Novara

Siamo Luca, Chiara, Francesco, Sofia e tanti altri ragazzi appartenenti ai clan dei gruppi scout della Zona Novara.

Nella Promessa Scout, ci impegnano a compiere il nostro dovere verso il nostro Paese, scegliendo di essere cittadini attivi a servizio del bene comune. Concretamente, questo si traduce per noi nell’agire in contesti più ampi delle comunità di appartenenza.

Come ci insegna Don Ciotti “bisogna risvegliare il proprio cuore e la propria coscienza sulle ingiustizie di questo mondo, di fronte alle quali non si può tacere”.

Così circa un anno fa ci siamo ritrovati, abbiamo condiviso le urgenze dei nostri territori e abbiamo scelto di agire insieme su un tema a noi caro: l’Accoglienza.

Con questa lettera vorremmo raccontare la strada percorsa e la meta da cui vorremmo ripartire.

L’incontro e il confronto con il diverso sono stati lo spirito del nostro camminare, portandoci a conoscere odori, sapori, parole e vite, che forse per pregiudizio, forse per ignoranza, sempre più spesso tendiamo ad ignorare.

Durante questo nostro percorso abbiamo incontrato tante realtà differenti che all’interno dei nostri territorio già si spendono in servizio per i più deboli ed emarginati, come la comunità di Sant’Egidio, il gruppo Abele,  l’associazione NAGA, casa Mambre e tanti altri ancora.

Quanto vissuto abbiamo  scelto di non tenerlo per noi ma abbiamo deciso di condividerlo con quante più persone possibili, diffondendo i nostri messaggi di speranza attraverso articoli, libri, mostre fotografiche  e  video.

Le azioni che abbiamo svolto e che continuiamo a portare nel nostro quotidiano ci hanno purtroppo mostrato una diffusa paura per ciò che è diverso, per ciò che è straniero, una “paura” che a nostra volta ci spaventa.

Vediamo nelle istituzioni la possibilità e il potere di fare qualcosa per migliorare la condizione di quanti non si sentono accolti e la percezione dell’opinione pubblica. Ed è per questo che il mese prossimo ci recheremo al consiglio regionale piemontese per raccontare quanto abbiamo fatto e quanto pensiamo ci sia ancora da fare, portando  i nostri gesti e soprattutto i nostri valori e le nostre idee.

Durante quest’occasione chiederemo che le persone che abbiamo conosciuto e i tanti altri nelle loro condizioni si sentano più di semplici numeri, e possano rendersi e sentirsi utili per l’Italia.

Baden Powell, il nostro fondatore, ci insegna a fare il nostro meglio per lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato: abbiamo fiducia che ognuno di noi possa essere nel suo piccolo in grado contribuire affinchè “l’Italia raggiunga tra le Nazioni il primato della vera civiltà”.

Grazie

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